Interessante spunto che potrebbe essere collegato all’omicidio Chiara Poggi: si riapre il caso della morte di Giovanni Ferri a Garlasco.
A quasi sedici anni dalla morte di Giovanni Ferri, 88 anni, il caso potrebbe tornare sotto esame. La Procura di Pavia è infatti pronta a riaprire il fascicolo sull’anziano, trovato morto il 22 novembre 2010 in via Mulino a Garlasco, con la gola tagliata e i polsi recisi. All’epoca furono avviate le indagini, ma il procedimento venne rapidamente archiviato come suicidio. Una conclusione che la moglie della vittima non ha mai accettato, sostenendo fin dall’inizio che il marito fosse stato ucciso. L’interesse su questa vicenda è dovuto soprattutto ad un possibile, per ora solo ipotizzato, collegamento con la morte di Chiara Poggi, sempre a Garlasco.

Si riapre il caso di Giovanni Ferri a Garlasco
Ora il procuratore di Pavia Fabio Napoleone ha chiesto di riaprire le indagini. A occuparsi del caso saranno gli stessi inquirenti impegnati anche nelle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi. Da qui nasce anche l’interrogativo su un possibile collegamento tra le due vicende, anche se in tutti questi anni, secondo quanto riportato nel testo, non è emerso nulla che lo dimostri.
A parlare della nuova svolta è stato l’avvocato Fabrizio Gallo, intervenuto sul caso e sulla necessità di tutelare la moglie dell’anziano. “Nella lettura del fascicolo abbiamo rilevato cose veramente eclatanti”, ha spiegato il legale, raccontando di aver lavorato per tre mesi e di aver incontrato il procuratore Napoleone. Secondo Gallo, il fascicolo originario non era stato trovato e sarebbe stato necessario ricostituirlo. Dopo le valutazioni del suo studio, la conclusione dell’avvocato è netta: quello di Ferri “non risulta un suicidio, ma è un omicidio brutale”.
Tutti i dubbi sulla morte dell’uomo
La notizia è stata diffusa dal programma televisivo “Mattino 5”, che ha mostrato un atto della Procura datato 7 luglio 2026. Nel documento si legge che “il fascicolo relativo al procedimento innanzi menzionato non è stato rinvenuto presso l’archivio” e che la Procura dispone quindi “la ricostituzione del fascicolo”.
I dubbi sulla morte di Ferri, del resto, non sono mai mancati. Quel 22 novembre l’88enne era uscito di casa per recarsi, come di consueto, al bar di largo Primo Maggio. Poi se ne erano perse le tracce. Sei ore più tardi una ragazza di 17 anni lo aveva trovato rannicchiato in una stretta intercapedine al civico 9 di via Mulino. Accanto al corpo c’era un coltello.
La moglie aveva sempre sottolineato due elementi: il marito non percorreva mai quella strada e da casa non mancava alcun coltello. “Non hanno investigato, hanno chiuso tutto lì. Come se volessero chiudere tutto in fretta”, aveva detto. Ora, dopo anni, il caso potrebbe cambiare nuovamente direzione.
#Garlasco, il fascicolo sulla morte di Giovanni Ferri. Le ferite su polso e collo e le immagini del coltello#Mattino5 è in diretta su #Canale5 e in streaming su Mediaset Infinity pic.twitter.com/jAaNuvlnIY
— Mattino5 (@mattino5) September 15, 2026